MyDogDNA: perché testiamo i nostri futuri riproduttori

La salute dei nostri Akita e Shiba Inu si tutela anche con le informazioni che non si vedono a occhio nudo. Per questo abbiamo scelto di testare i futuri riproduttori con MyDogDNA, affiancando l’analisi genetica al pedigree, alla valutazione del carattere e ai controlli veterinari.

MyDogDNA, sviluppato nell’ecosistema Wisdom Panel e disponibile in Italia anche attraverso Vetogene–ENCI Servizi, analizza da un tampone della mucosa orale numerose varianti genetiche note. È uno strumento per prendere decisioni più consapevoli: non è una diagnosi generale dello stato di salute del cane.

Che cosa analizza MyDogDNA?

  • Varianti associate a malattie ereditarie. Il pannello comprende oltre 270 test genetici per condizioni diverse. Il risultato aiuta a distinguere, per le varianti esaminate, un soggetto senza la variante, un portatore e un soggetto a rischio; la rilevanza clinica va interpretata in base alla razza e alla specifica malattia.
  • Caratteristiche fisiche e del mantello. Oltre 50 analisi riguardano, tra l’altro, colore, disegno e tessitura del pelo e alcuni tratti corporei.
  • Diversità genetica. L’analisi misura la quota di marcatori eterozigoti del singolo cane. È un’informazione concreta da leggere insieme al pedigree, utile per non concentrare eccessivamente le stesse linee di sangue.

Perché ci aiuta nella selezione?

Gestire i portatori senza impoverire la razza. Un cane portatore sano di una specifica variante recessiva non deve essere escluso automaticamente dalla riproduzione. Per quella variante, l’accoppiamento con un soggetto geneticamente libero non produce cuccioli affetti; una parte dei cuccioli potrà però essere portatrice. La scelta richiede comunque di valutare il quadro completo dei due cani.

Pianificare gli accoppiamenti. Con MyDogDNA Advanced è disponibile Litter Predict, che confronta i risultati di due riproduttori e stima, per le varianti considerate, rischi ereditari, tratti e diversità genetica della possibile cucciolata. Una previsione non sostituisce l’osservazione dei cani né garantisce l’esito di ogni singolo cucciolo.

Documentare il campione. Nel percorso indicato da Vetogene–ENCI Servizi, il veterinario verifica il microchip, esegue il prelievo con i tamponi buccali e firma la certificazione. Questo collega il campione all’identità del cane.

Un dato in più, dentro una selezione completa

Molte condizioni, compresa la displasia, dipendono da più fattori e non si escludono con un solo pannello del DNA. Continuiamo quindi a considerare indispensabili visite, controlli ufficiali, struttura, movimento, temperamento e storia familiare.

Per noi testare significa conoscere meglio i futuri riproduttori, ridurre i rischi genetici che oggi possiamo individuare e preservare la diversità delle nostre linee. È un impegno concreto verso i nostri cani e le famiglie che li accoglieranno.

Fonti e approfondimenti